L’intuito di mio zio lo porta ad osservare il passaggio frenetico del commercio degli anni 50 così che, mentre lavora come guardia al confine di Chiasso, coinvolge mia nonna nell’idea di lanciarsi nel campo della pelletteria.
Abitano a Melano ed a pochi passi si trova l’unica conceria sorta in Ticino nel 1929 (I Tannini Ticinesi) rimasto poi attivo fino agli settanta: la prima era quindi locale ed il solaio di casa basta per dare inizio alla produzione dei primi modelli.
Nel tempo libero lo zio viaggia oltre Gottardo per offrire le prime “cartelle”, un ottimo cliente di Losanna le ordina, e dopo qualche mese si presenta a Melano: è un sabato mattina, la nonna è in casa, gli apre la porta, lo guida fino al solaio, nasce la fiducia ed una lunga collaborazione.
Mio padre ha vent’anni, lo mandano a Milano ad imparare il mestiere nelle pelletterie che prosperano negli scantinati; la sua manualità porta presto i frutti sperati.
A Chiasso viene aperta la Valigeria Canavesi di fianco al negozio di tabacchi e cioccolata: si forma tutta la famiglia e tutti hanno da lavorare.
La Chiasso dell’epoca era come l’America : un fermento di traffico ed un fiorire di attività di confine .
La nonna si lascia guidare dall’intuito per scegliere il terreno su cui costruire la fabbrica: sarà quindi a Morbio Inferiore dove si stabilisce tutta la famiglia e dove nasciamo io e le mie sorelle.
Nostra mamma in ufficio, il papà dirige la produzione e la vendita, la nonna controlla ed abita nella porta accanto, mentre lo zio passa per un saluto.
Anni prosperi fino agli anni ’80. Poi l’economia si apre ai mercati esteri: Turchia, India, Cina; il mercato è così sempre piu’ sommerso dal minor costo così come lo conosciamo oggi.
La ditta Canavesi resiste fine a fine 2000, poi chiude e mio padre e maestro si ritira a Vacallo con i suoi macchinari, i suoi preziosi attrezzi e la sua passione sempre viva a fargli sognare “una ripresa del mercato” che non arriverà mai così come la voleva lui.
L’odore della pelle ed il rumore del martello che picchia per appiattire i bordi sono rimasti nel mio imprinting tanto da farmi continuare a cercare un modo per far rivivere questo artigianato così puro , utile, autentico che appartiene alla mia terra, una terra dove la pietra, il legno, i filati ed il cuoio hanno da sempre esaltato l’abilità dei nostri artigiani.
La nuova sensibilità verso l’ambiente
ed il recupero dei valori e dei capi che abbiamo amato
mi ha stimolata a proporne il recupero
adattandoli ai miei modelli che ho studiato
per soddisfare ogni esigenza personale.
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